Giotto
Il sogno del palazzo
"Il beato Francesco, essendosi assopito nella seguente notte, vide un palazzo splendido e sontuoso con armi cavalleresche fregiate del segno della croce di Cristo, e a lui che chiedeva di chi fossero, fu risposto dall'alto che sarebbero state tutte sue e dei suoi cavalieri".
Sulla sinistra della scena è raffigurata l’edicola in cui dorme Francesco; egli dorme steso sul letto, la testa appoggiata sulla mano destra ed il volto leggermente rivolto a destra. Dietro Francesco si scorge la figura di Cristo, leggermente inchinata verso di Lui; con la mano sinistra addita al dormiente un palazzo bizzarro, pieno di armi, corazze, elmi e stendardi recanti il segno della croce.
E’ chiaro che si tratta di una visione perché la testa di Francesco, benché rivolta verso lo spettatore, è in atteggiamento di ascolto delle parole che Cristo gli rivolge in sogno.
San Bonaventura scrive a questo proposito: “Durante la notte (Spoleto) sentì che il Signore con voce amichevole gli chiedeva: ’Francesco chi ti può assicurare un trattamento migliore: il padrone o il servo, il ricco o il povero’? E Francesco rispose che certamente lo avrebbe potuto trattare meglio il padrone o ricco; subito la voce aggiunse: ‘Perché dunque tu abbandoni il Signore per seguire il servo, il ricco tuo Dio per seguire un pover’uomo’? Allora Francesco: ‘ O Signore cosa vuoi che io faccia’? ‘Torna alla tua terra – gli rispose il Signore- perché la visione che hai avuto preannunzia un evento spirituale che si compirà in te non per vie umane, ma per divina disposizione’. La mattina dopo, Francesco, sicuro e gioioso, torna sollecitamente ad Assisi, e qui, divenuto ormai modello ubbidienza, attende di conoscere la volontà del Signore”.
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